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Sezione di Speleologia Urbana

Nell'anno 1983 si è presentata alla S.A.S. un'occasione strana e fortuita: quasi per caso, ci è stato chiesto dal Comune di Trieste di avviare una serie di ricerche sui sotterranei del Castello di San Giusto, i cui locali sotterranei  dovevano essere restaurati a fini espositivi. Inizialmente abbiamo avuto molti dubbi, in quanto un gruppo speleologico si doveva interessare di "grotte naturali" e non di "buchi artificiali", ma alla fine abbiamo accettato l'incarico. Sono così iniziate le prime visite alle casematte del castello, i rilievi dei passaggi sotterranei all'interno dei bastioni, le ricerche di nuovi passaggi e pervietà. Il fascino di tali esplorazioni ci ha subito conquistati ed è così iniziata quella grande avventura che ci ha visti percorrere il sottosuolo di Trieste  negli ultimi 25 anni.

Nel 1984, considerata la mola delle attività intraprese, è stata fondata in seno alla società la Sezione di Speleologia Urbana, dedita specificatamente al mondo delle opere sotterranee artificiali.

Erano anni in cui quasi ti vergognavi delle esplorazioni fatte: sicuramente grande interesse da parte di un pubblico esterno più vasto, ma diffidenza e supponenza da parte del mondo speleologico locale. L'appellativo più usato era "fognaroli", speleologi di "serie b" dediti a strisciare nei condotti maleodoranti della città. Questo era lo spirito con il quale veniva accolto uno speleologo che, al suo amore per le grotte naturali aveva aggiunto anche la passione per il sottosuolo artificiale della propria città. Nonostante questo, però, siamo andati avanti, convinti della bontà delle nostre idee, mentre tante altre associazioni dichiaravano che mai si sarebbero piegate ad una speleologia di seconda categoria.

Dovettero passare vari anni prima che qualche altro gruppo, timidamente, iniziasse ad affrontare il tema delle cavità artificiali. Si vede, comunque, che il richiamo esercitato da questi ambienti non è stato poco se molte associazioni, con il tempo, hanno iniziato a parlare apertamente di speleologia urbana.

La Società Adriatica di Speleologia rimane comunque la prima associazione che ha avviato un'attività sistematica di studio ed esplorazione del sottosuolo urbano nella provincia di Trieste e, probabilmente, nell'intera regione Friuli Venezia Giulia. In questi 25 anni di lavoro, sono state rilevate ed inserite nel Catasto CA - FVG della Società Speleologica Italiana ben 332 cavità, sono stati prodotti numerosissimi studi e reazioni presentati a Convegni di carattere nazionale ed internazionale, sono stati pubblicati due libri specificatamente dedicati ai sotterranei di Trieste.

Le ricerche continuano e siamo ben intenzianati a rimanere un punto fermo - serio, preparato ma sempre disponibile alla collaborazione con chi è veramente interessato all'argomento - per quanto riguarda la conoscenza del sottosuolo della nostra città.


Principali settori d'intervento


I principali settori d'intervento della Sezione di Speleologia Urbana sono i seguenti:

Approvigionamento idrico di Trieste

Studio ed esplorazioni delle varie cavità realizzate nella provincia di Trieste - nel corso dei secoli - al fine di provvedere alla fornitura d'acqua potabile per la città. Ricerche particolari riguardanti l'Acquedotto romano di Bagnoli, L'acquedotto Teresiano, l'Acquedotto di Aurisina e l'Acquedotto del Mulino Sardosh.


Opere idrauliche minori

Studio ed esplorazioni delle opere idrauliche realizzate per un utilizzo locale. Ricerche particolari riguardanti le sorgenti, i pozzi, le cisterne e le gallerie di captazione presenti in ambito urbano.


Sotterranei storici di Trieste

Studio ed esplorazioni dei sotterannei citati dalla tradizione triestina. Ricerche particolari riguardanti il castello di San Giusto, la Rotanda Pancera, la Chiesa di Santa Maria Maggiore, Villa Sartorio, ...


Cavità della 2° Guerra Mondiale

Studio ed esplorazioni delle gallerie antiaeree civili e dei rifugi militari realizzati a Trieste e Provincia nel corso della 2° Guerra Mondiale. Ricerche particolari su alcune opere militari meno conosciute e difficilmente accessibili.


Cavità della 1° Guerra Mondiale

Studio ed esplorazioni delle costruzioni sotterranee militari realizzate nel corso della Grande Guerra, sul Carso triestino e lungo le varie linee del fronte. Ricerche particolari su alcune fortificazioni militari presenti in regione.


Cavità militari in generale

Studio ed esplorazioni delle varie opere militari presenti in regione. Ricerche particolari su opere puntuali (quali il Forte Olmi o Forte Kressich), ma anche su opere di recente realizzazione (Vallo Littorio). 


Cavità minerarie

Studio ed esplorazione delle varie opere minerarie sotterranee presenti in regione. Ricerche particolari su alcune miniere abbandonate e su sotterranei "di servizio" di strutture estrattive.


Per quanto riguardale le ricerche completate negli anni scorsi, potete consultare una relazione sintetica
    sull'attività svolta dalla sola Sezione di Speleologia Urbana nel periodo 1983-2007.



La Sezione di Speleologia Urbana della SAS collabora, dal lontano 1989, con la Commissione Cavità Artifciali della Società Speleologica Italiana.

La Società Adriatica di Speleolo- gia partecipa al progetto Carta degli Antichi Acquedotti, con specifici contributi sulle opere idrauliche del FVG