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Il Catasto CA della S.S.I.

All’interno del sito dell’Adriatica è doveroso accennare anche ad un’istituzione che opera oramai da vari anni in regione: il Catasto Cavità Artificiali FVG della Società Speleologica Italiana.

Il Catasto Cavità Artificiali del Friuli Venezia Giulia ha sede presso il suo responsabile, Paolo Guglia, via dei Navali n. 8, 34143 Trieste, al quale ci si può rivolgere per ogni delucidazione.
Il responsabile è inoltre contattabile al seguente indirizzo e-mail: gugliapa@tin.it

Il Catasto Nazionale Cavità Artificiali, struttura creata in seno alla Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana, è operante dal 1989. Nei suoi 17 anni di attività, il Catasto CA ha cercato di fornire, a tutti gli interessati alle ricerche sulle cavità artificiali, gli strumenti utili all’identificazione e catalogazione delle varie opere ipogee oggetto di studio ed esplorazione. Fra le regioni che per prime si sono attivate per dotarsi dello “strumento catasto” risulta anche il Friuli Venezia Giulia che, sulla base di quanto deliberato durante la riunione della Commissione CA svoltasi a Bergamo nel dicembre 1988, ha subito predisposto l’avvio operativo della struttura. Al momento attuale, sono presenti nel Catasto CA del FVG le schede di ben 928 cavità artificiali, così suddivise (dati dicembre 2007):

Provincia di Trieste 393 cavità (42,3 %)
Provincia di Gorizia 270 cavità (29,1%)
Provincia di Udine 242 cavità (26,1%)
Provincia di Pordenone   23 cavità (  2,5%)

Detti ambienti sotterranei comprendono quasi tutte le varie tipologie possibili, con una particolare concentrazione per quanto riguarda le opere idrauliche (25,8%), le costruzioni militari di difesa (37,7%) ed i ricoveri/rifugio (15,8%). Complessivamente, si tratta di spazi artificiali ipogei che si sviluppano per una lunghezza totale di oltre 50.000 m.

Per la raccolta dei dati caratteristici di una cavità artificiale è stata usata inizialmente un'apposita scheda, adottata a livello nazionale, che nasceva dalle esperienze maturate in più anni di lavoro nel campo della speleologia in CA.

Era prevista una "scheda base" principale (colore azzurro), che raccoglieva i dati fondamentali per l'identificazione ed il posizionamento della cavità, una "scheda complementare" (colore grigio), prevista per le opere ipogee con più ingressi, ed una "scheda anomalie" (colore giallo), che doveva essere compilata solamente in particolari casi (cavità solo parzialmente artificiale, attualmente ostruita, ...).

Dall’anno 2000, tale sistema di schede è stato sostituito da una nuova modulistica, di più facile compilazione e più adatta alla gestione dei dati specifici delle cavità artificiali. La prima novità riguarda il supporto sul quale oggi le schede vengono distribuite: non si tratta più della solita cartellina in formato A3 realizzata in cartoncino, ma di un dischetto per computer nel quale è contenuto un file di testo in formato MS WORD. Questo file può essere stampato in quante copie risultano necessarie direttamente dal compilatore e quindi riempito a mano con tutti i dati indispensabili. Tale sistema di trasmissione permette di non essere legati alla tradizionale scheda stampata e di poter trasferire con facilità agli interessati un “kit” comprensivo di tutto il materiale necessario all’accatastamento di una o più cavità artificiali (schede, istruzioni, regolamenti, …).

Nell’attività di accatastamento delle CA vi sono alcuni concetti di particolare importanza:

La scheda deve essere compilata in tutte le sue parti, ed alla stessa dovrebbe essere allegato il seguente materiale:

Nell’anno 2000 è stata introdotta anche l’utilizzazione di una “scheda informatica”, che è stata inizialmente adottata - in modo sperimentale - nella regione Friuli Venezia Giulia. Essa, strutturata sulla base della “scheda cartacea”, permette di inserire i vari dati direttamente da computer. Si tratta, infatti, di una tabella in formato MS EXCEL che, una volta compilata, può essere registrata su un dischetto e trasferita al Catasto direttamente su questo supporto.

L’uso della moderna tecnologia permette di ottenere, attualmente, risultati notevoli sotto l’aspetto della semplicità e della velocità di trattamento dei dati: il 60 % delle schede depositate negli ultimi 5 anni presso il Catasto CA-FVG sono giunte in formato elettronico, complete di rilievo e cartografia digitalizzata, raccolte su cd-rom o spedite attraverso e-mail.

Nella regione Friuli Venezia Giulia si interessano di speleologia in cavità artificiali ed hanno collaborato con il Catasto CA le seguenti associazioni:

Società Adriatica di Speleologia, Sezione di Speleologia Urbana
Via Rossetti n. 59/a - 34100 - Trieste

A.S. Grmada – Sezione Speleologica
Malchina 48/a – 34019 - Sistiana (TS)

Centro Ricerche Carsiche “Carlo Seppenhofer”

Via Diaz, 13 - 34170 - Gorizia

Club Alpinistico Triestino, Sezione di ricerche e studi su cavità artificiali
Via Raffaele Abro 5/a - 34144  Trieste

Gruppo Speleologico Carsico
Via Bosco Cappuccio, 6 - 34078 - San Martino del Carso (GO)

Gruppo Speleologico “Luigi Vittorio Bertarelli”, CAI
Via Rossini, 13 - 34170 - Gorizia

Gruppo Speleologico Monfalconese “Amici del Fante”

Via Valentinis, 134 - 34074 - Monfalcone (GO)

Gruppo Speleologico Pradis
Via C. Battisti, 6/a - 33090 - Valeriano (PN)

Società Alpina delle Giulie
Via Donota, 2 - 34121 - Trieste

Società di Studi Carsici “Antonio Federico Lindner”
Via Madonnina, 4 - 34070 - Fogliano Redipuglia (GO)