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Notizie, informazioni e novità (2012)



28 gennaio 2012

La volontà era stata già espressa durante il 21° Congresso Nazionale di Speleologia, svoltosi proprio qui a Trieste nel mese giugno. Ora, con la cerimonia svoltasi sabato nella nostra struttura didattico/museale, si è conclusa l'intitolazione ufficiale dello Speleovivarium all'amico Erwin Pichl, scomparso per una grave malattia il 28 dicembre 2010.
A lui va il merito di aver inventato e stimolato l'attività dello
Speleovivarium e ci è sembrato quindi doveroso conservare in questo modo la memoria della sua lodevole opera, che è sicuramente un vanto per la città e per 'interala speleologia.(Foto A. Spechar)

Grazie Erwin.
 

 


28 gennaio 2012

E' apparsa sul quotidiano Il Piccolo la replica della SAS, a firma Marco Restaino, relativa ad una precedente segnalazione pubblicata sullo steso giornale, riguardante i lavori in corso alla grotta Luftloch.
abbiamo allargato “umanamente” cinque strettoie lungo il percorso, prolungato l'impianto elettrico e infine steso il tubo per il sistema di ventilazione forzata sin sul fondo, in quanto nella grotta in alcuni periodi ci sono scarse percentuali d'ossigeno nell'aria probabilmente dovute ad emissioni prodotte dalla vicina ex discarica di Trebiciano
Il lettore chiedeva a che punto si trovassero le esplorazionii e quindi abbiamo precisato le difficoltà incontrare ed il progresso degli scavi.
E' stato necessario allargare a dimensioni più “umane” cinque strettoie lungo il percorso, abbiamo prolungato l'impianto elettrico e infine abbiamo steso il tubo per il sistema di ventilazione forzata sin sul fondo, in quanto nella grotta in alcuni periodi ci sono scarse percentuali d'ossigeno nell'aria probabilmente dovute ad emissioni prodotte dalla vicina ex discarica di Trebiciano.
I lavori quindi, anche se con qualche difficoltà, continuano e speriamo in prossimi risultati positivi.

Per chi volesse approfondire questa è la risposta.
 

 


 gennaio 2012

La società Adriatica di Speleologia ha iniziato precise indagini nella cavità denominata Abisso della Volpe (n. 155 VG) già nel 2000, individuando alcune finestre e delle fessure - tutte impraticabili - che potevano condurre a possibili prosecuzioni.
Siamo ritornati in questa cavità varie altre volte, cercando di essere presenti al suo interno in occasione di qualche piena, ma senza risultati apprezzabili. Convinti dell’importanza rivestiita da questo abisso, abbiamo predisposto, nella primavera del 2011, un preciso protocollo di intervento, che prevedeva la visita immediata della grotta non appena si verificassero certe condizioni precise nel Timavo superiore (Reka).
Le condizioni attese si sono alla fine presentate in data 17 dicembre 2011.

Ecco la pagina dedicata ai lavori svolti. (Foto Maizan)


 



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