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Le nostre radici

Come già evidenziato, la storia dell'attuale Società Adriatica di Speleologia si lega indissolubilmente a quella della Sezione Geo-speleologica della Società Adriatica di Scienze, che a sua volta nasce all'interno della Società Adriatica di Scienze Naturali fondata nel 1874.

La ricerca di immagini risalenti ai primi periodi ha dato i suoi risultati, per ovvi motivi, solamente per quanto riguarda gli anni a partire dal 1951.

Le fotografie che seguono sono state reperite nell'archivio storico della Società e nel fondo dell'Archivio De Martini.


Grotta Guglielmo Nel 1951 la SAS effettuò una spedizione alla Grotta di Guglielmo, Monte Palanzone, Como. A causa delle condizioni metereologiche avverse, l'abisso fu esplorato solamente fino alla profondità di 160 m, facendone un accurato rilievo. (Archivio De Martini)
Abisso di Gabrovizza L'immagine ritrae una visita della SAS all'Abisso di Gabrovizza (n. 132/73VG). Si può notare l'attrezzatura alquanto "spartana" dei tre speleologi e la tecnica di sicura effettuata "a mano" attraverso una grossa fune in canapa. (Archivio De Martini)
Spluga della Pretta Nel 1954 fu organizzata una grossa spedizione alla Spluga della Preta, sui monti Lessini. Vi parteciparono 24 esploratori, per una durata di 9 giorni. La squadra di punta, superò il punto massimo raggiunto precedentemente e raggiunse i 594 m, stimati allora con un rilievo speditivo. (Archivio De Martini)
Grotta Doviza Anche negli anni '50 le uscite effettuate dalla SAS si rivolgevano ai territori carsici del  vicino Friuli. L'immagine ritrae un'uscita effettuata nel 1959 nella grotta Doviza (n. 13/70 FR) presso Villanova, al fine di eseguire alcuni campionamenti d'acqua. (Archivio De Martini)
Fossa di Noglar Già dal 1974 la SAS si interessò ad una zona carsica posta in provincia di Pordenone: l'area di Pradis. In tale area si fecero varie interessantissime esplorazioni nella grotta denominata Fossa di Noglar, riuscendo a collegare la stessa cavità alla vicina Grotta di La Val (1980) (Archivio SAS)
Spedizione all'A12 L'attività sul massiccio del monte Canin è iniziata - per la SAS - abbastanza tardi e più esattamente nel 1976 con la visita all'abisso siglato A12, con una spedizione che si è avalsa degli elicotteri per il trasporto dei materiali, opportunità allora veramente nuova ed inedita. (Archivio SAS)


Tutte le fotografie sono protette dal diritto d'autore. Tutti i diritti sono quindi riservati e tutelati dalle leggi italiane e internazionali. Nessuna immagine può essere riprodotta o trasmessa con alcun mezzo, incluse fotocopie, senza una autorizzazione scritta da parte dell’autore. 
Chi fosse eventualmente interessato alla copia in formato originale delle fotografie sopra esposte, può contattare la Società.