Relazione attività sociale anno 2008
Non poteva – o perlomeno
speravamo non potesse – continuare l’andazzo
burocratico-amministrativo che avevamo dovuto subire nel 2007: ritardi
gravissimi avevano infatti rischiato di bloccare irrimediabilmente la
nostra attività. Fortunatamente la s-tuazione, sia pure con
difficoltà, si sta ora sboccando: il Fondo Trieste ha finalmente
effettuato il rimborso delle fatture che avevamo presentato a
rendiconto nel 2007, e la Provincia di Trieste ci ha recentemente
accreditato un “anticipo” sul contributo dell’anno 2007. Ovviamente,
non è che con queste erogazioni abbiamo potuto azzerare la nostra
posizione debitoria nei confronti dei soci che ormai ammonta a quasi 9
mila Euro. Ma, non appena incassati, gli importi sono stati comunque
immediatamente reinvestiti nella prosecuzione dei lavori che avevamo
avviato. Nel seguito sarà meglio esplicitata la nostra opzione e
converrete con noi che la nostra è stata una scelta inevitabile.
Passiamo allora a
sintetizzare il nostro lavoro nell’anno appena
trascorso, suddiviso – come consuetudine – nei suoi classici capitoli:
1. Abisso di Trebiciano.
La trattazione di questo argomento è ampiamente sviluppata poiché
serve ad illustrare l’utilizzo di uno specifico contributo pubblico. È
stata completata la tesatura delle nuove funi di sicurezza in acciaio
inossidabile dalla superficie al fondo. Anche le fettucce di
frazionamento sono state montate sino a metà grotta. Contemporaneamente
è stato effettuato lo stendimento della nuova dorsale di trasmissione
dati sul supporto installato lo scorso anno. La dorsale è oggi
costituita:
a. da un cavo di telefonia che assicura il collegamento telefonico tra il fondo della grotta e la superficie. Sarà questa una connessione attivabile da 4 stazioni disposte lungo la grotta ed essenziale nel caso di qualsiasi incidente esplorativo o escursionistico, considerata la vasta affluenza dei visitatori;
b. da un cavo in fibra ottica multimodale che sarà utilizzato per la trasmissione dati e immagini per il monitoraggio delle piene del Timavo;
c. da un cavo di rete Cat.5 per assicurare l’estensione della rete LAN sino al fondo della cavità;
d. da un cavo a bassa tensione di sicurezza e di sezione adeguata, per l’alimentazione delle apparecchiature di monitoraggio, controllo, comunicazione ed acquisizione delle immagini.
I lavori riferiti alle funi di sicurezza – grazie al contributo del Fondo Trieste - si sono potuti affidare ad un’impresa specializzata, mentre quelli inerenti la dorsale si sono dovuti eseguire in economia (rimborso dei materiali e prestazioni gratuite dei soci). Ci appaga comunque il riconoscimento ottenuto con un nuovo contributo - sempre da parte del Fondo Trieste - per la ricostruzione del fabbricato che da tempo immemorabile preservava l’ingresso dell’abisso dai vandalismi e che - contemporaneamente - ci consentirà di porre al riparo da manomissioni gli armadi elettrici che ospitano i terminali della nuova dorsale di trasmissione. Un’altra occasione ricca di soddisfazioni è stata la visita del Commissario di governo che abbiamo avuto il piacere di accompagnare sino alla riva del Timavo (a 329 metri profondità). Per lui e per noi è stata un’esperienza preziosa.
Parallelamente ai lavori, si sono svolte nuove esplorazioni nell’Abisso approfittando di una piena eccezionale. Il quell’occasione è stata effettuata una ricognizione approfondita della parte apicale della caverna utilizzando dei canotti e fissando delle corde di risalita in prossimità dei più rilevanti arrivi d’acqua. Successivamente sono state effettuate ricognizioni approfondite per studiare i flussi di circolazione d’aria interni.
2. Centro d’interpretazione ambientale. Il mantenimento della struttura esige un impegno gravoso dal punto di vista della manutenzione, delle spese di gestione e della pulizia. Ormai i visitatori della grotta approfittano della struttura per indossare le tute al coperto e, specie nelle giornate di pioggia, per lasciare i propri zaini e tornare a rivestirsi al temine delle esplorazioni. La situazione ci crea un surplus di lavoro ma riteniamo che anche questa sua particolare utilizzazione sia consona alle finalità per cui ci era stata affidata. Nel 2008 - quasi non avessimo già abbastanza carenze economiche - siamo rimasti sprovvisti della copertura finanziaria contemplata dalla Convenzione avviata a suo tempo con il Comune di Trieste. Ciò nonostante abbiamo continuato ad assicurare la regolare apertura della grotta sia nelle domeniche “canoniche” sia a semplice richiesta di altri speleologi. I problemi ci vengono creati di chi arriva in ritardo per le visite e ci costringe a presidiare il posto dalla mattina presto e sino addirittura alla sera.
3. Grotta Luftloch. Cinquantotto uscite sono state dedicate anche quest’anno alla nuova grotta (e siamo così entrati nell’ottavo anno di scavi). I lavori di sbancamento in frana e consolidamento della stessa sono giunti ormai alla profondità di 50 metri e….. finalmente la frana è terminata e s’è aperto un pozzo da 55 metri. Ad oggi la profondità è dunque di 105 metri. Nel corso delle “piene timaviche” sono state effettuate numerose indagini, alcune suffragate da misurazioni, per accertare l’intensità e gli intervalli con cui la Luftloch e le altre grotte limitrofe espellevano importanti correnti d’aria. I risultati sono stati estremamente interessanti e ci hanno consentito di individuare facilmente anche le nuove prosecuzioni della grotta in cui stiamo lavorando. Prima di iniziare un nuovo avanzamento in profondità è però necessario procedere al consolidamento dell’ultimo tratto di materiale franoso che si era prima trascurato nella smania di individuare il nuovo pozzo. Abbiamo partecipato ad alcune riprese di un documentario di elevato livello professionale che divulgherà ad un vasto pubblico il nostro lavoro.
5. Stazione sperimentale
ipogea. Il sostegno dell’I.T.I.S. “A. Volta”
di Trieste sta dando frutti insperati ed anche la collaborazione di
alcuni nostri soci – ben preparati professionalmente – sta recando
nuovo impulso al settore sperimentale della Stazione. Sono stati ideati
e collaudati nuovi sistemi di rilevamento ed altri, molto interessanti,
sono in via di progettazione. Contemporaneamente abbiamo supportato il
tracciamento effettuato con il Tinopal e la Fluorosceina sodica in
alcune risorgive della Val Rosandra. Il lavoro è in corso di
pubblicazione. Si sta riorganizzando tutta la rete informatica
(Stazione e Abisso) che ormai convergerà in un unico router
accessibile da Internet tramite una VPN (rete privata virtuale)
6. Corsi e partecipazione alle attività della Federazione. Due soci hanno partecipato al Corso di fotografia, ed altri due hanno aderito al quello di approfondimento sui GPS. Abbiamo preso parte alla manifestazione organizzata a livello nazionale e regionale “Puliamo il buio”. In collaborazione con il G.T.S. è stato promosso un corso di introduzione alla speleologia, corso omologato dalla Commissione scuole della Società Speleologica Italiana. Siamo intervenuti al Convegno regionale a Tolmezzo presentando una relazione sull’attività della Società.
7. Sede sociale. Si sono finalmente conclusi i lavori di ristrutturazione della nuova sede sociale in via D. Rossetti 59A.
8. Divulgazione. Nota lieta di questo importante capitolo è l‘attivazione e finalmente la messa in Rete del nuovo sito Internet: www.sastrieste.it (realizzato da Paolo Guglia con la collaborazione di alcuni soci) dove tutte le particolarità del territorio e della nostra attività sono esaurientemente illustrate. Abbiamo inoltre dato alle stampe una pubblicazione commemorativa della figura di Walter Maucci. Avviata in sordina, la pubblicazione ha man mano raccolto importanti contributi da studiosi e speleologi italiani di grande qualità che la renderanno un importante strumento per interpretare l’evoluzione (o involuzione) della speleologia triestina.
9. Cavità artificiali. La Sezione di Speleologia Urbana della Società Adriatica di Speleologia ha continuato, anche nell’anno 2008, nella sua attività di documentazione del mondo sotterraneo artificiale. Sono state fatte numerose uscite riguardanti l’acquedotto Teresiano, con particolare attenzione alla situazione creatasi nelle “gallerie superiori” a monte del Capofonte in relazione a lavori stradali recentemente eseguiti nelle immediate vicinanze. E’ stato quindi verificato ciclicamente il livello delle acque in queste gallerie, avviando un progetto di monitoraggio ufficializzato con il Comune di Trieste all’inizio del 2009. Tante novità sono giunte dai Sotterranei dei Gesuiti, vani posti sotto la chiesa di SMM che da qualche tempo sono oggetto di visite guidate organizzate dalla nostra Società. Oltre all’interesse sempre dimostrato dai visitatori, è da segnalare la riapertura della galleria che collegava le cantine della chiesa con quelle del vicino Collegio, passaggio che permetterà di ampliare notevolmente il percorso di visita. Da segnalare anche la scoperta di una nuova stanza murata, che si sta svuotando dai tanti materiali in essa accumulati. Non ha subito interruzione, inoltre, la normale attività di ricerca e documentazione di nuove cavità in ambito provinciale e cittadino, con l’esplorazione di vari pozzi/cisterna in Carso e di alcune interessanti ipogei nel territorio di Trieste. Da segnalare la partecipazione al 6° Convegno Nazionale sulle Cavità Artificiali svoltosi a Napoli, dove è stata presentata una relazione sullo stato attuale dell’acquedotto Teresiano. Varie sono state le conferenze svolte sull’argomento CA e ci sono state alcune trasmissioni radiofoniche che hanno visto la nostra collaborazione sull’argomento i Sotterranei dei Gesuiti e l’attività in CA. Da non trascurare l’attenzione posta alle nuove tecnologie disponibili, come l’uso dei sistemi di geo-referenziazione e l’inserimento di punti e rilievi di CA su immagini satellitari tridimensionali (Google Earth). Da accennare, infine, l’avvio di un programma di ricerca che riguarda le CA presenti nell’ambito della Baia di Sistiana, indagine che sarà oggetto di un numero monografico dei “Quaderni di Speleologia Urbana”, serie di pubblicazioni informatiche “on line” che vedrà presto la sua pubblicazione sul sito sociale.
Potremo, a questo punto, proseguire nella nostra esposizione perché le cose da raccontare sarebbero altre ancora. Quest’impennata di attivismo non è però facilmente interpretabile ma ci riserviamo di spiegarla nelle relazioni future, augurandoci tuttavia che un tanto invidiabile trend possa proseguire.
Trieste, febbraio 2009
a. da un cavo di telefonia che assicura il collegamento telefonico tra il fondo della grotta e la superficie. Sarà questa una connessione attivabile da 4 stazioni disposte lungo la grotta ed essenziale nel caso di qualsiasi incidente esplorativo o escursionistico, considerata la vasta affluenza dei visitatori;
b. da un cavo in fibra ottica multimodale che sarà utilizzato per la trasmissione dati e immagini per il monitoraggio delle piene del Timavo;
c. da un cavo di rete Cat.5 per assicurare l’estensione della rete LAN sino al fondo della cavità;
d. da un cavo a bassa tensione di sicurezza e di sezione adeguata, per l’alimentazione delle apparecchiature di monitoraggio, controllo, comunicazione ed acquisizione delle immagini.
I lavori riferiti alle funi di sicurezza – grazie al contributo del Fondo Trieste - si sono potuti affidare ad un’impresa specializzata, mentre quelli inerenti la dorsale si sono dovuti eseguire in economia (rimborso dei materiali e prestazioni gratuite dei soci). Ci appaga comunque il riconoscimento ottenuto con un nuovo contributo - sempre da parte del Fondo Trieste - per la ricostruzione del fabbricato che da tempo immemorabile preservava l’ingresso dell’abisso dai vandalismi e che - contemporaneamente - ci consentirà di porre al riparo da manomissioni gli armadi elettrici che ospitano i terminali della nuova dorsale di trasmissione. Un’altra occasione ricca di soddisfazioni è stata la visita del Commissario di governo che abbiamo avuto il piacere di accompagnare sino alla riva del Timavo (a 329 metri profondità). Per lui e per noi è stata un’esperienza preziosa.
Parallelamente ai lavori, si sono svolte nuove esplorazioni nell’Abisso approfittando di una piena eccezionale. Il quell’occasione è stata effettuata una ricognizione approfondita della parte apicale della caverna utilizzando dei canotti e fissando delle corde di risalita in prossimità dei più rilevanti arrivi d’acqua. Successivamente sono state effettuate ricognizioni approfondite per studiare i flussi di circolazione d’aria interni.
2. Centro d’interpretazione ambientale. Il mantenimento della struttura esige un impegno gravoso dal punto di vista della manutenzione, delle spese di gestione e della pulizia. Ormai i visitatori della grotta approfittano della struttura per indossare le tute al coperto e, specie nelle giornate di pioggia, per lasciare i propri zaini e tornare a rivestirsi al temine delle esplorazioni. La situazione ci crea un surplus di lavoro ma riteniamo che anche questa sua particolare utilizzazione sia consona alle finalità per cui ci era stata affidata. Nel 2008 - quasi non avessimo già abbastanza carenze economiche - siamo rimasti sprovvisti della copertura finanziaria contemplata dalla Convenzione avviata a suo tempo con il Comune di Trieste. Ciò nonostante abbiamo continuato ad assicurare la regolare apertura della grotta sia nelle domeniche “canoniche” sia a semplice richiesta di altri speleologi. I problemi ci vengono creati di chi arriva in ritardo per le visite e ci costringe a presidiare il posto dalla mattina presto e sino addirittura alla sera.
3. Grotta Luftloch. Cinquantotto uscite sono state dedicate anche quest’anno alla nuova grotta (e siamo così entrati nell’ottavo anno di scavi). I lavori di sbancamento in frana e consolidamento della stessa sono giunti ormai alla profondità di 50 metri e….. finalmente la frana è terminata e s’è aperto un pozzo da 55 metri. Ad oggi la profondità è dunque di 105 metri. Nel corso delle “piene timaviche” sono state effettuate numerose indagini, alcune suffragate da misurazioni, per accertare l’intensità e gli intervalli con cui la Luftloch e le altre grotte limitrofe espellevano importanti correnti d’aria. I risultati sono stati estremamente interessanti e ci hanno consentito di individuare facilmente anche le nuove prosecuzioni della grotta in cui stiamo lavorando. Prima di iniziare un nuovo avanzamento in profondità è però necessario procedere al consolidamento dell’ultimo tratto di materiale franoso che si era prima trascurato nella smania di individuare il nuovo pozzo. Abbiamo partecipato ad alcune riprese di un documentario di elevato livello professionale che divulgherà ad un vasto pubblico il nostro lavoro.
4. Progetto M.P.S.
Pur continuando a non essere finanziato, il progetto per il
monitoraggio delle percolazioni sospette derivanti dall’ex-discarica
di Trebiciano prosegue. Sono continuati i campionamenti ed i dati
delle analisi e dell’individuazione dei depositi più importanti sono
stati resi noti. Una comunicazione, corredata da documentazione
fotografica, è stata inoltrata alla Regione, alla Provincia ed al
Comune di Trieste. Siamo stati invitati ad illustrare il nostro lavoro
alla IV e VI Commissione consigliare del Comune, riunite in seduta
congiunta. La nostra presentazione ha destato notevole interesse. C’è
stata una ricognizione sul sito per la verifica della nostra
segnalazione. Non sappiamo se la nostra iniziativa avrà qualche
seguito ma abbiamo la consapevolezza di aver fatto il possibile perché
la situazione non possa essere ignorata.
6. Corsi e partecipazione alle attività della Federazione. Due soci hanno partecipato al Corso di fotografia, ed altri due hanno aderito al quello di approfondimento sui GPS. Abbiamo preso parte alla manifestazione organizzata a livello nazionale e regionale “Puliamo il buio”. In collaborazione con il G.T.S. è stato promosso un corso di introduzione alla speleologia, corso omologato dalla Commissione scuole della Società Speleologica Italiana. Siamo intervenuti al Convegno regionale a Tolmezzo presentando una relazione sull’attività della Società.
7. Sede sociale. Si sono finalmente conclusi i lavori di ristrutturazione della nuova sede sociale in via D. Rossetti 59A.
8. Divulgazione. Nota lieta di questo importante capitolo è l‘attivazione e finalmente la messa in Rete del nuovo sito Internet: www.sastrieste.it (realizzato da Paolo Guglia con la collaborazione di alcuni soci) dove tutte le particolarità del territorio e della nostra attività sono esaurientemente illustrate. Abbiamo inoltre dato alle stampe una pubblicazione commemorativa della figura di Walter Maucci. Avviata in sordina, la pubblicazione ha man mano raccolto importanti contributi da studiosi e speleologi italiani di grande qualità che la renderanno un importante strumento per interpretare l’evoluzione (o involuzione) della speleologia triestina.
9. Cavità artificiali. La Sezione di Speleologia Urbana della Società Adriatica di Speleologia ha continuato, anche nell’anno 2008, nella sua attività di documentazione del mondo sotterraneo artificiale. Sono state fatte numerose uscite riguardanti l’acquedotto Teresiano, con particolare attenzione alla situazione creatasi nelle “gallerie superiori” a monte del Capofonte in relazione a lavori stradali recentemente eseguiti nelle immediate vicinanze. E’ stato quindi verificato ciclicamente il livello delle acque in queste gallerie, avviando un progetto di monitoraggio ufficializzato con il Comune di Trieste all’inizio del 2009. Tante novità sono giunte dai Sotterranei dei Gesuiti, vani posti sotto la chiesa di SMM che da qualche tempo sono oggetto di visite guidate organizzate dalla nostra Società. Oltre all’interesse sempre dimostrato dai visitatori, è da segnalare la riapertura della galleria che collegava le cantine della chiesa con quelle del vicino Collegio, passaggio che permetterà di ampliare notevolmente il percorso di visita. Da segnalare anche la scoperta di una nuova stanza murata, che si sta svuotando dai tanti materiali in essa accumulati. Non ha subito interruzione, inoltre, la normale attività di ricerca e documentazione di nuove cavità in ambito provinciale e cittadino, con l’esplorazione di vari pozzi/cisterna in Carso e di alcune interessanti ipogei nel territorio di Trieste. Da segnalare la partecipazione al 6° Convegno Nazionale sulle Cavità Artificiali svoltosi a Napoli, dove è stata presentata una relazione sullo stato attuale dell’acquedotto Teresiano. Varie sono state le conferenze svolte sull’argomento CA e ci sono state alcune trasmissioni radiofoniche che hanno visto la nostra collaborazione sull’argomento i Sotterranei dei Gesuiti e l’attività in CA. Da non trascurare l’attenzione posta alle nuove tecnologie disponibili, come l’uso dei sistemi di geo-referenziazione e l’inserimento di punti e rilievi di CA su immagini satellitari tridimensionali (Google Earth). Da accennare, infine, l’avvio di un programma di ricerca che riguarda le CA presenti nell’ambito della Baia di Sistiana, indagine che sarà oggetto di un numero monografico dei “Quaderni di Speleologia Urbana”, serie di pubblicazioni informatiche “on line” che vedrà presto la sua pubblicazione sul sito sociale.
Potremo, a questo punto, proseguire nella nostra esposizione perché le cose da raccontare sarebbero altre ancora. Quest’impennata di attivismo non è però facilmente interpretabile ma ci riserviamo di spiegarla nelle relazioni future, augurandoci tuttavia che un tanto invidiabile trend possa proseguire.
Trieste, febbraio 2009
