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Relazione attività sociale anno 2007

Purtroppo l’avevamo presagito, ma la situazione si è rivelata peggiore delle nostre più pessimistiche previsioni. Lo scorso anno avevamo previsto: “La seconda fase prevede la pubblicizzazione del progetto, la sensibilizzazione degli amministratori, il reperimento dei fondi. La fase conclusiva – che sembrerebbe la meno impegnativa – è in realtà quella più complessa: è infatti necessario coordinare i lavori armonizzandoli con le disponibilità economiche che normalmente sono utilizzabili solo in tempi successivi. Inoltre, il finanziamento di un progetto copre solo parzialmente le spese preventivate e, se con i contributi accordati non si riuscisse a concludere positivamente il lavoro, l’intero ammontare verrebbe revocato. Praticamente: ad ogni nuovo contributo corrisponde inevitabilmente un rinnovato pesante impegno per il gruppo di lavoro che l’ha ideato. Impegno che si traduce in un’esposizione economica e nella realizzazione in regime d’economia (gratis, praticamente) delle opere integrative del progetto e non sovvenzionate.” Ma  questi presupposti si riferivano al solo contributo del Commissariato del Governo. Successivamente la situazione si è ulteriormente complicata per un’iniziativa estemporanea dell’Amministrazione regionale.
Ed ecco quale è oggi la situazione:

 Il Fondo Trieste sta procrastinando dal marzo 2007 il rimborso di fatture per materiali inseriti nel preventivo presentato nel 2006 ed accettato da quell’amministrazione. Siamo esposti per 8.620,61 Euro e non abbiamo materialmente la possibilità di affrontare le altre spese necessarie a concludere i lavori di sicurezza attiva e passiva nell’Abisso di Trebiciano.

 L’Assessorato Regionale allo Sport e Varie Altre Cose si è accorto in ritardo di essere stato espropriato - dalla Giunta di cui è peraltro parte - dei fondi inerenti la speleologia e che questi sarebbero stati assegnati alle Province. Nel novembre dello scorso anno le Province ne hanno finalmente avuto la disponibilità ma sembra che quella di Trieste, ancor oggi sia incerta sulle modalità da adottare per l’erogazione. Si noti che alla data odierna dovrebbero ancora essere attribuiti i fondi del 2007 e che in questi giorni scadono i termini per la presentazione delle domande di contributo per il 2008.

 La Provincia di Trieste mantiene inoltre un inspiegabile riserbo epistolare su nostre richieste di finanziamento effettuate su un capitolo che si riferisce alla tutela ambientale. Per le vie brevi ci viene riferito che le nostre domande sono compatibili con le finalità del capitolo di spesa e che il piano di riparto è quasi completato. Può però essere interessante evidenziare il fatto che queste pratiche si riferiscono a domande presentate nel gennaio 2006 e nel gennaio 2007.

A questo punto sorge legittimo il dubbio che – nella migliore delle ipotesi – ci possa essere qualche funzionario amministrativo che tenga i fondi bloccati sperando di farci desistere dalle nostre richieste. Nella peggiore delle ipotesi si paleserebbe invece l’incapacità di gestire i fondi da parte degli uffici. Può sembrare questa una tirata polemica ma rivela invece una situazione insostenibile che ci sta creando gravi problemi economici, che rischia di vanificare l’impegno di questi anni e che mette a rischio la realizzazione di importanti progetti di utilità pubblica. Ovviamente non rimarremo inerti ad attendere l’inevitabile e, nelle prossime settimane, assumeremo le iniziative opportune.
Nonostante le premesse, l’attività e gli impegni presi non ne hanno risentito in maniera determinante:

1. Abisso di Trebiciano. È stata sostituita completamente la fune in acciaio di supporto della dorsale elettrica e di trasmissione dati lungo tutta la grotta. Sono stati asportati e riportati in superficie tutti i vecchi spezzoni della linea elettrica obsoleta.  Si trattava di un fascio di cavi della lunghezza di oltre 350 metri composto da una decina di conduttori. Sono stati acquistati tutti i nuovi cavi elettrici e la fibra ottica, necessari alla loro sostituzione. Sono stati ricostruiti alcuni ancoraggi danneggiati negli anni.
2. Centro d’interpretazione ambientale. La nuova pista ciclabile e l’eliminazione del confine di stato hanno di fatto incrementato i visitatori della grotta e del fabbricato. Il mantenimento della struttura esige un impegno notevole dal punto di vista della manutenzione e da quello della divulgazione. Purtroppo non siamo riusciti rinnovare il sito Internet per mancanza di tempo e di soldi.
3. Grotta Luftloch.  Sono continuati i lavori di scavo in frana nella cavità. Si è raggiunta ormai la profondità di 35 metri e si lavora con due verricelli. Un’impalcatura metallica costituita da tubi in acciaio e reti elettrosaldate sorregge le pareti e le volte costituite da materiali incoerenti (massi e argilla). Anche nell’anno trascorso l’impegno economico riservato a questa grotta è stato importante: ammonta infatti a parecchie centinaia di Euro la spesa affrontata per il solo acquisto del carburante necessario al generatore elettrico. Tralasciando i pali metallici, i morsetti, le punte per il demolitore e gli scalpelli...
4. Progetto M.P.S. Pur non finanziato, il progetto per il monitoraggio delle percolazioni sospette derivanti dall’ex-discarica di Trebiciano prosegue, anche se non con i ritmi che vorremmo. È continuato il censimento dei siti interessati allo sversamento di rifiuti e liquidi oleosi o bituminosi  nell’area dell’ex-discarica. In effetti già esiste un “perimetro ufficiale” dell’area, che non corrisponde però alla reale dispersione dei materiali. Abbiamo effettivamente individuato numerosi “giacimenti” di materiali vari. Li stiamo campionando, georeferenziando sulle C.T.R., e documentando fotograficamente. Non appena saremo in possesso delle nuove analisi – e le avremo confrontate con quelle precedenti – renderemo pubblica la nostra indagine.
5. I Sotterranei dei Gesuiti.  Dopo un paio d’anni di lavoro indefesso si è finalmente giunti all’apertura al pubblico del sito, inaugurato con uno spettacolo teatrale, una mostra fotografica e due settimane di visite guidate che prevedevano elargizioni all’associazione benefica “Azzurra”. Sono state effettuate complesse ricerche d’archivio,  eseguiti precisi rilevamenti topografici, fornite le istruzioni agli artigiani che hanno realizzato gli impianti, individuati numerosi reperti. In sintesi: è stato realizzato un buon lavoro. E non è ancora finito...
6. Proiezione del film “L’Abisso”. La presentazione del film – a gennaio dello scorso anno - ha avuto un successo assolutamente inaspettato. La sala cinematografica che avevamo noleggiato per l’occasione si è riempita all’inverosimile e sono state raccolte parecchie centinaia di Euro poi devolute in beneficenza all’Associazione ONLUS Luchetta, Ota, D’Angelo, Hrovatin.

Ma pur avendo dovuto confrontarci con un’annata tanto disastrata dal punto di vista economico, possiamo tuttavia senz’altro ritenerci soddisfatti del nostro operato. Pensiamo infatti di aver svolto un buon lavoro, come sempre e comunque.

Trieste, febbraio 2008