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Ultime esplorazioni

Abisso Kiki

(Agosto 2004 - Piccolo Lanaro - Rupingrande) L'Adriatica negli ultimi anni ha evidentemente un particolare debole per le grotte che si aprono nella Dolomia. Anche questa, come le nuove prosecuzioni individuate nell'Abisso di Trebiciano, sprofonda interamente in un banco dolomitico che non dovrebbe essere oggetto di facile carsificabilità. L'originalità e l'importanza della scoperta è costituita dal fatto che la cavità si sviluppa in uno specchio di faglia (N-S) che ha originato il fenomeno. Notevoli le dimensioni e l'ampiezza di alcuni pozzi (10x4 m.) e la profondità: 196,5 m (Vedi il rilievo dell'Abisso Kiki).
A -50 m sono stati rinvenuti resti di volatili e piccoli mammiferi, probabilmente trasportati dallo scorrere dell'acqua. Sono stati osservati alcuni esemplari di aracnide (Stalita).




Progetto Beram

(Abisso di Trebiciano) A seguito di alcune segnalazioni, sono state effettuate delle ricognizioni nella "galleria Beram", che si apre alla sommità del cumulo di sabbia, lungo l'estremità Nord della caverna Lindner. Sul fondo di tale galleria è stata forzata una fessura che ha reso possibile l'esplorazione di alcuni ambienti complessi (strettoie ed arrampicate su argilla) che ne hanno prolungato lo sviluppo di oltre 30 m. Questi passaggi sono stati intitolati al grande esploratore di fine '800 Giovanni Andrea Perko. L'ultimo vano, abbastanza ampio, presenta una pozza d'acqua che è stata vuotata ma che non ha lasciato intravedere nessun passaggio sifonante. Da segnalare la presenza dell'Anophtalmus Trebicianus (ormai difficilmente rilevabile nell'abisso), e dei comuni Pterostichus e Titanethes. Nel laghetto finale esemplari di Troglocharis.
È stato rivisitato e rilevato anche il ramo laterale scoperto dalla SAG nel 1989, all'interno del quale sono state effettuate le risalite di 3 camini ed il forzamento di una strettoia, che ha portato al ritrovamento di ulteriori prosecuzioni (sviluppo tot. 153 m). Buona parte del ramo si apre lungo una condotta forzata che risulta a tratti fangosa, a tratti percorribile senza difficoltà ed in un caso allagata quasi completamente. Nelle zone allagate sono stati osservati alcuni esemplari di Niphargus sp


La parte superiore della caverna Lindner, in prossimità dell'imbocco della galleria Beram (Foto Maizan)

Aggiornamento:

Nell'ambito di questo progetto sono state recentemente effettuate delle uscite di approfondimento esplorativo sia del ramo Beram che della zona della caverna Lindner ad esso antistante. Oltre ad un importante e minuzioso rilievo fotografico delle aree interessate, sono state effettuate misure ed osservazioni dei solchi di percolazione e di scorrimento idrico.
Il ciclo esplorativo prevede già dalle prossime uscite la risalita ed il rilievo di alcuni camini recentemente localizzati e l'inizio dei lavori per rendere più facilmente accessibili alcuni vani del ramo Perko. Il progetto Beram, in sinergia con il progetto SISMA, prevede inoltre l'installazione di sistemi di video-monitoraggio per la raccolta di ulteriori informazioni relative alle piene del fiume.




Progetto MPS

È iniziata la raccolta e l'analisi dei campioni d'acqua di stillicidio in alcune grotte ubicate nei pressi dell'ex-discarica di Trebiciano, in disuso ormai dal 1972. Nonostante siano ormai trascorsi più di trent'anni dall'ultimo utilizzo del sito, abbiamo il sospetto che la bonifica effettuata a suo tempo non sia stata eseguita correttamente. Per toglierci ogni dubbio, visto che il problema sembra non interessare ad alcuno, abbiamo iniziato a raccogliere campioni d'acqua nelle grotte che si aprono vicino all'ex discarica ed abbiamo provveduto ad effettuare le prime analisi chimiche di dette acque. Non appena avremo una certa quantità di dati attendibili, comunicheremo gli esiti dell'indagine. Probabilmente, ci saranno grosse sorprese.

Vai alla pagina dedicata al progetto M.P.S. - indagine avviata sull’effettiva estensione dell’ex-discarica RSU di Trebiciano e sulla valutazione dell’impatto ambientale innescato dalle acque di percolazione che l’attraversano.





Scavi e disostruzioni

L'Adriatica non ha mai abbandonato quella che è una delle attività insite nello spirito dello speleologo triestino: lo scavo di nuove grotte. Pur essendo il Carso un territorio limitato, i risultati raggiunti complessivamente negli ultimi anni nella provincia di Trieste hanno ampiamente dimostrato che, con pazienza e grandi operazioni di scavo, è ancora possibile ottenere notevoli risultati, sia per quanto riguarda la profondità che lo sviluppo delle grotte trovate. Anche la SAS insiste con alcune attività di disostruzione in alcuni punti ritenuti particolarmente promettenti. Si lavora presso Prosecco ed Aurisina, anche se - per ora - le dimensioni delle grotte "svuotate" dai detriti sono ancora più che limitate. L'importante è non mollare, perchè il grande risultato può nascondersi oltre il prossimo masso che stiamo per spostare. Quando ci saranno dati sufficienti, relazioneremo anche su questi lavori.

Per quanto riguarda le attività di scavo, vedi la descrizione del lavoro avviato nella "Luftloch", cavità situata     nei pressi di Trebiciano, che presenta un'evidente circolazione d'aria legata alle piene del fiume Timavo.