Rilievo della cavità
Rilievo S.A.S. (1989/90)
Già durante la posa in opera delle attrezzature, è emersa la necessità di utilizzare un disegno in scala della cavità che si presentasse preciso e dettagliato. Tutti i rilievi eseguiti sino ad allora, pur essendo esatti per quanto riguarda il valore della profondità totale, non risultavano particolarmente veritieri nella fedeltà delle rappresentazioni e nell'evidenziazione dei particolari. è stato quindi deciso che, parallelamente alla sistemazione delle attrezzature, venisse realizzato un nuovo rilievo topografico della cavità, con l'aggiunta di tutte quelle diramazioni inedite o già conosciute che non erano state comunque rappresentate nelle vecchie planimetrie. Il nuovo rilievo ha evidenziato alcuni particolari molto interessati. Per prima cosa risulta variato il numero dei pozzi presenti nella parte verticale della cavità. Questo è avvenuto probabilmente perché, nelle precedenti rilevazioni più saltini di poca profondità sono stati riuniti in un unico pozzo, oppure perché, alcuni dislivelli sono stati considerati troppo bassi per venir considerati. Ad esempio, nel rilievo Boegan-Kobau del 1896/97 (a), vengono evidenziati 15 pozzi; nel lavoro "Lo stato attuale del Catasto Speleologico della Venezia Giulia" di W. Maucci (b) sono citati invece solamente 13 salti, mentre nei dati riportati nella recente pubblicazione "-100" (c) sono indicate le profondità di 25 pozzi. Il nuovo rilievo eseguito dalla S.A.S. nel periodo 1989/90 ha evidenziati 20 pozzi distinti lungo la via principale che conduce alla Caverna Lindner, di profondità variabile dai 2 ai 52,6 metri. Tutti questi pozzi sono stati attrezzati con scale fisse per facilitarne la discesa. Vi sono inoltre vari pozzi laterali e una serie di salti che conducono, quale secondo accesso, alla "Caverna Lindner". Per quanto riguarda invece i nuovi sviluppi rinvenuti ed esplorati durante i recenti lavori, sono da segnalare numerosi camini che sono stati risaliti anche per decine di metri al fine di rintracciare ulteriori diramazioni, ed una serie di pozzi laterali che scendono parallelamente al "pozzo 53". Nel nuovo rilievo, le verticali presenti nella cavità sono quindi 20 lungo la via principale di discesa e 25 in diramazioni laterali, per un totale di 45 pozzi. Oltre ai vari pozzi e camini laterali, notevole è stata anche la variazione, rispetto ai rilievi precedenti, della forma della caverna Lindner, che si presenta ora molto diversa. Da evidenziare, infatti, la presenza di un grande camino alto 62 m presso l'imboccatura della galleria Beram, ed uno scivolo di sabbia orientato in direzione Sud rispetto alla caverna stessa, che nelle precedenti piante era appena accennato, mentre in realtà presenta uno sviluppo planimetrico di 72 m, per un dislivello positivo di oltre 40 m. Lo sviluppo planimetrico totale viene portato a 817 m, con un incremento di oltre 337 m rispetto al vecchio rilievo. Per concludere, accenneremo al tempo che è stato impiegato per completare i lavori di topografia dell'abisso: 14 uscite per un totale di 101 ore/uomo nella cavità e 18 ore/uomo per l'elaborazione grafica delle varie rappresentazioni. Da questi dati risulta come le operazioni di rilevamento dell'Abisso di Trebiciano siano state lunghe e talvolta complesse, e solamente con un attento lavoro di coordinamento delle singole squadre di lavoro sia stato possibile giungere ad un risultato che, senza timore di smentita, possiamo ritenere l'indispensabile punto di partenza per qualsiasi lavoro esplorativo o scientifico che verrà avviato in futuro all'interno della grotta siglata VG 17. Dal nuovo rilievo topografico, sono emersi i seguenti dati definitivi:
| Dati
numerici Nome
della cavità : Abisso di Trebiciano (d)
|
NOTE:
a)
Rilievo pubblicato anche in L.V.Bertarelli - E.Boegan, Duemila
Grotte - Quarantanni di esplorazioni nella venezia
Giulia, T.C.I.,
Milano, 1926.
b) W. Maucci, "Lo stato attuale del
Catasto Speleologico della venezia Giulia",
in Dieci anni
della Sezione
geo-speleologica della
Società Adriatica di
Scienze. 1951-1960, Vol. LI, 1960.
c) F. Gherlizza, -100 Monografia delle
Grotte del Carso Triestino con profondità superiore a 100
metri, C.A.T.,
Gruppo Grotte, Trieste 1983.
d) La cavità è conosciuta presso il Catasto come "Grotta di Trebiciano".
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