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Sperimentazioni (3° parte)

Progetti, difficoltà e considerazioni sulle attività che abbiamo avviato nella struttura  della Stazione Sperimentale Ipogea dell'Abisso di Trebiciano:


Il software

Stiamo sperimentando vari programmi. Vi informeremo quando avremo acqusito dati ed informazioni a sufficienza.



L'attrezzatura

Sin dall'inzio del progetto abbiamo cercato di standardizzare tutti gli elementi costruttivi. Era infatti necessario programmare l'utilizzo di solo pochi strumenti per operare in grotta. La standardizzazione ha avuto successo, la limitazione dell'attrezzatura si è rivelata, invece, una disfatta sul campo.
C'è poco da fare, serve di tutto: dalla carpenteria leggera, agli impianti elettrici, all'elettronica, all'informatica, alla telefonia. E bisogna pure prevedere un'escursione nel campo dell'aria compressa per la taratura dei sensori e la pressurizzazione delle cassette. Noi abbiamo cercato di dotarci di tutta questa attrezzatura. Non possiamo certo permetterci di pagare qualcuno per fare il lavoro.
Per portare avanti il nostro progetto non è infatti sufficiente avere una buona dotazione di attrezzi per elettronica e la strumentazione relativa. Per la taratura dobbiamo avvalerci di alimentatori stabilizzati, generatori di segnali, tester di precisione con un maggior numero di cifre significative, bottiglie di dewar per la lettura delle temperature, colonne graduate per il livello dell'acqua, manometri di precisione per i trasduttori di pressione, termometri da laboratorio ecc. E, naturalmente, i PC con i programmi dedicati di acquisizione, registrazione e gestione. Ciliegina sulla torta: ultimamente ci siamo dovuti cimentare con la fibra ottica e con l'applicazione dei connettori specifici. Una vera impresa per noi neofiti!



I problemi

In realtà in problema è uno ed uno solo: l'umidità. Badate bene: non solo l'acqua, ma l'umidità! Le molecole del vapor acqueo sono di dimensioni minori rispetto a quelle dell'acqua. Perciò l'umidità passa dappertutto, giovandosi soprattutto della condensazione. La maledetta s'insinua ed attraversa ogni superficie. Abbiamo trovato lampadine con un dito d'acqua nell'ampolla di vetro. Le abbiamo attivate, il filamento s'è acceso, l'acqua ha cominciato a bollire sino a far esplodere il bulbo.
Sull'argomento abbiamo acquisito una certa praticaccia.

Le cassetta di derivazione.

In fase d'installazione è importante che siano montate a piombo, livellate ed appoggiate ad un piano perfetto (vai a Suggerimenti). Per molti anni abbiamo utilizzato i comuni sali antiumido (Aersana) che si comprano al supermercato. Ci avevano detto che avrebbero ossidato tutti i contatti all'interno della cassetta ma il fatto non si è verificato. In questo modo - viste anche le ridotte dimensioni del contenitore - riusciamo a mantenere all'interno il 40% di umidità. Bisogna però ricordarsi di cambiare i sali almeno una volta al mese.
Adesso stiamo adottando un nuovo sistema: pressurizzare leggermente la cassetta.

I cavi.

L'acqua vi penetra dalle teste e, se non ci riesce, trova altre vie e vi entra radialmente. In ogni caso dentro ci va! Abbiamo svolto delle indagini ed abbiamo scoperto che - tra la guaina (sempre e comunque polietilene, no PVC che è igroscopico!) e l'isolante - avrebbe dovuto esserci un tamponamento di petroleum jelly. Non eravamo certo in grado di iniettarlo nè di acquistare un cavo con queste caratteristiche a causa del suo costo elevatissimo. Ci siamo dovuti inventare un metodo per tamponare un comune cavo (vai a Suggerimenti). Il problema dell'isolamento su lunghe tratte è estremamente importante nel caso della trasmissione di segnali analogici: anche la minima perdita d'isolamento sballerebbe i valori rilevati. Nel caso di segnali digitali, invece, il problema non è determinante (o c'è tensione o non c'è).

Contenitori immergibili. 

Senza diventare pazzi (e poveri) a cercare di ottenere tenute impossibili, sopperiamo alla necessità riempiendo totalmente i contenitori con resina semifluida (dopo aver avvolto connessioni o sensori con il domopack). Anche in questo caso, dove c'è la resina non dovrebbe entrare l'acqua.




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