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Speleovivarium

Era la seconda metà degli anni settanta quando la crescente pressione umana sui delicati ecosistemi sotterranei del Carso Triestino fece emergere l'esigenza di poter studiare la flora e la fauna delle grotte (tra cui il raro e delicato Proteo) al di fuori del loro ambiente naturale. Tale scelta, oltre al bisogno di allevare e riprodurre quest'urodelo in cattività per studiarne la biologia e pianificare un programma di reintroduzione, era dettata dal bisogno di far conoscere al grande pubblico il più vasto settore della speleobiologia, disciplina negata alla maggior parte dei ricercatori per la scarsa familiarità con le complesse tecniche di esplorazione necessarie per affrontare in sicurezza la visita delle cavità naturali.

La sfida venne raccolta dalla Società Adriatica di Speleologia che iniziò così gli studi e le ricerche volti a realizzare l'ambizioso progetto. Dopo un breve esperimento in una cavernetta alla profondità di circa 50 m nell'abisso di Trebiciano, presto abbandonato per le difficoltà di accesso, apparve chiaro che il successo del progetto dipendeva da due condizioni essenziali: la prima legata al reperimento di un ambiente dalle condizioni climatiche quanto più possibile simili a quelle naturali, la seconda connessa alla facile accessibilità del sito, condizione indispensabile per qualunque opera di divulgazione e sensibilizzazione ecologica.

Valutate tutte le esigenze, la collocazione ideale venne trovata in un vecchio rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale, il cui massiccio ingresso fortificato domina tutt'ora via Guido Reni. Tutti parametri fisici (temperatura, umidità ed insonorizzazione) si presentavano sorprendentemente simili a quelli delle cavità naturali, e così pure la loro stabilità nell'arco dell'anno. Dopo lunghi ed impegnativi lavori di adattamento, il primo nucleo del museo veniva aperto al pubblico nel gennaio 1990; nasceva così in forma ufficiale lo Speleovivarium.

Guidati da Erwin Pichl, responsabile del museo ed ispiratore del progetto, i volontari della Società Adriatica di Speleologia hanno progressivamente ampliato l'area espositiva, ed oggi questa struttura si presenta come una realtà museale unica nel suo genere. Gran parte dell'attività divulgativa è rivolta agli alunni della scuola dell'obbligo, per i quali sono previste visite guidate promosse dal Centro Permanente di Educazione Ambientale del Comune di Trieste.


Lo SPELOVIVARIUM riapre, dopo i lavori estivi di manutenzione, il giorno 24 settembre 2011, alle ore 18.30, con il concerto "I SUONI DELL'ACQUA - Armonioso fluire della vita", con le cantanti Sibilla Serafini e Silvia Toffano, ed il maestro Alessandro Pierfederici.




Lo Speleovivarium si trova in Via Guido Reni 2/c, 34123 Trieste (linee urbane autobus n. 8 e 9).
Il museo è aperto dal 15 ottobre al 15 giugno, alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.00.
Per visite guidate e fuori orario su richiesta, telefonare al n. 040 / 823859 (ore serali).
Per informazioni e contatti scrivere a speleovivarium@email.it



Vai alla pagina dedicata alle nuove proposte didattiche rivolte alle scuole (dell'infanzia, primarie e secondarie).



Guida allo Speleovivarium

Da qualche anno è disponibile la "Guida allo Speleolvivarium", contenente le descrizioni dei vari settori espositivi allestiti nella galleria di via Reni. 

In particolare, nella guida  sono pubblicati i seguenti contributi:

  • Spelovivarium: da un'idea una realtà, di E. Pichl e R. Ferrari
  • Flora e fauna del Carso triestino rappresentate presso lo Speleovivarium, di I. Abbona e E. Pichl
  • La storia geologica del Carso triestino attraverso le testimonianze paleontologiche ed il fenomeno del carsismo, di R. Ferrari
  • Speleologia, la storia, la tecnica, l'attività, di L. Longo
  • La speleologia urbana: ricerche ed esplorazioni nel sottosuolodi Trieste, di P. Guglia
  • Lo Speleovivarium e la didattica, di E. Mauri

Scarica la "Guida allo Speleovivarium" in formato PDF.